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...Il colore della mia anima...
 
 
 
 
           
       



 






Gli uomini bramano sempre essere il primo amore di una donna, e questo è l'effetto della loro stupida vanità. Noi donne abbiamo l'istinto più sottile. Ciò che ci piace essere è l'ultima storia d'amore di un uomo...!!!     Oscar Wilde









Lo spirito afflitto trova pace
solo in unione a uno spirito a lui simile.
I due convergono nell'affetto,
come uno straniero si rallegra
a vedere un altro straniero
in una terra lontana.
I cuori che si uniscono
per mezzo del dolore
non saranno separati
dalla gloria della gioia.
L'amore lavato dalle lacrime
rimane eternamente puro e bello.
kahlil Gibran



marie-antoinette





                               






"
Solo nei sogni gli uomini sono davvero liberi, è da sempre così e così sarà per sempre..." John Keating in Attimo fuggente.

















Domani sarà tardi per rimpiangere la realtà...è meglio viverla...è meglio viverla...Gabri-Vasco Rossi.









I sogni si realizzano;senza questa possibilità, la natura non c'inciterebbe a farne. John Updike. 










"I momenti migliore dell'amore sono quelli di una quiete e dolce malinconia, dove tu piangi e non sai di che". Giacomo Leopardi.




Due amanti somigliano a due arpe con lo stesso diapason e pronte a confonedere le voci in una divina armonia. Alphonse Karr.













 

 
7 luglio 2008

Ascoltando canzoni...

 

A volte le canzoni valgono più di tanti discorsi.
E allora mi piace ascoltarle, soffermarmi sulle loro parole, coglierne il significato lasciandomi emozionare dalla melodia, capace di trasportarti in una dimensione lontana…lì, dove solo la musica riesce a portarti.
E ti ritrovi a ripercorrere le tortuose strade dei ricordi, quelli vividi che ti basta una nota per acciuffarli al volo e quelli offuscati, dispersi apparentemente in un oblio senza ritorno…e, invece, ritornano e ti stupisci nel constatare come possano diventare nitidi nella tua mente, tanto che sembra sia passato solo un giorno…e tutto grazie a una canzone.
E oggi, adesso, le canzoni mi bastano, riescono a dissuadermi dallo scrivere parole che mi sono stancata persino di pensare.
Quanti pensieri sprecati, quante emozioni profuse nella vana speranza che un legame lungo anni e chilometri non si spezzasse. Eppure eccomi di nuovo qui, a scontrarmi ancora una volta con una realtà fatta di ricordi dolorosi come gli addii, di abbracci avvolgenti, fatta di tempo trascorso lentamente…tempo immobile, mentre la notte volava via…
E ora credo mi basti una canzone per risentire il suo odore, per avvertire ancora il dolce brivido delle sue carezze, per ascoltare la pioggia infrangersi contro una finestra chiusa, per soffermarmi sui suoni ovattati di una televisione accesa, accesa per coprire i nostri respiri…
E le parole si confondono, si confondono le voci ed i silenzi…e poi il silenzio.

Ascolto un’altra canzone.




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21 giugno 2008

SILENZIO

Ritorno. Ritorno di poche parole.
Perché a volte non servono.
Perchè a volte mettere nero su bianco i propri pensieri spaventa e stupisce.
E allora preferisco il silenzio.
Che spesso vale più di tante, tante parole.





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9 gennaio 2008

Eccomi qui!

 

Quanto tempo che non aggiorno un po’ questo piccolo spazio, questa piccola fetta di me. Sono entrata su internet e le mie dita hanno digitato, come per magia, l’indirizzo del blog. E allora mi sono decisa. Ho deciso di scrivere per rivivere, con poche parole, la difficoltà di una decisione importante, ho deciso di scrivere per ripercorrere le sensazioni che sono scivolate sulla mia pelle, sensazioni morbide come un lenzuolo di seta, sensazioni gelide e graffianti come una pioggia violenta. Ogni scelta, si sa, comporta dei rischi, soprattutto quando la strada da intraprendere è sconosciuta, soprattutto quando hai l’impressione di chiudere gli occhi per catapultarti nel buio di un avvenire senza certezze. Eppure, fra le lacrime, ho trovato la forza, o forse l’assurdo coraggio, di andare incontro ai miei sogni, di assorbire ogni attimo che il presente, quel presente, mi stava offrendo, con la consapevolezza di chi comprende che lasciare fuggire quei momenti sarebbe equivalso a farsi sfuggire un’occasione. E i rimpianti non fanno per me. Preferisco compiere scelte sbagliate piuttosto che non scegliere affatto. Ed è ciò che ho fatto. Ho sbagliato. Perché ogni emozione che è scivolata sulla mia pelle, ogni volta che ho sentito la pioggia battere contro il finestrino, ogni volta che cercavo di convincermi che quello era il mio posto, sentivo un vuoto incredibile dentro me stessa. Mi sono sempre rifugiata in un sogno mentre vivevo la realtà. Ed ora che quel sogno stava diventando realtà, la mia vita, fatta di gioie e dissapori, fatta di litigi, uscite, risate, la mia vita scandita dal ritmo incalzante della quotidianità, mi mancava terribilmente. E mi mancava un abbraccio, il suo abbraccio, in quelle giornate trascorse ad assaporare la solitudine rifugiandomi in un pianto. Mi mancavano le canzoni cantate a squarciagola in macchina, nelle sere d’estate, nel sabato sera. Mi mancavano le parole dolci, sussurrate piano. Mi mancavano le sue dita intrecciate nelle mie, mentre un bacio distratto moriva dolcemente sulla punta del mio naso. Mi sono ostinata troppo a lungo nella speranza che i sogni in cui a lungo avevo trovato rifugio non si fossero rivelati vani. E invece così è stato. Dispiegate le vele, ho invertito la rotta. Ed è bello approdare in un porto che senti di poter chiamare “casa”. Ed ora eccomi qui. Ora sono a casa.




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17 ottobre 2007

Piccoli passi...

 

E ora ho deciso di imboccarla quella famosa strada. Non importa se il cammino è tortuoso, il percorso insicuro. L’importante è che ci sia la voglia di provarci. Perché a volte è giusto guardare dentro se stessi e, anche solo per un momento, avere il coraggio delle proprie azioni. Ed io lo sto trovando, dentro me stessa, questo coraggio. Non è possibile credere che si possa vivere in un limbo, protetti dalle emozioni travolgenti, solo perchè si ha tanta, tanta paura di farsi del male. E allora voglio solo poter trovare la forza di sentirmi volare, come una farfalla, incontro ad un sogno. E non voglio pensare al dopo, al risveglio, che può essere confortante come dopo un incubo, o angosciante come dopo una notte di stelle. Non importa. Ho solo voglia di perdermi per poi ritrovare la strada. E allora tirerò un sospiro di sollievo, mi sentirò confortata dalla consapevolezza di aver compiuto la scelta giusta, una scelta che non abbia il colore del rimpianto. Il dopo lo lascerò in balia del futuro. Ora, oggi, adesso è il mio presente. E voglio viverlo così. Voglio viverlo così come viene.




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3 ottobre 2007

E ancora niente...

Credo che, se questa volta andrà bene, inizierò a godere di più dei miei vent’anni. La vita, a volte, ci manda dei segni…sta a noi coglierli ed interpretarli. Per cui, se questa non è punizione, inizierò ad assaporare le piccole cose con una maggiore leggerezza, con la consapevolezza di chi sta per perderle. E mi comporterò da ragazzina, parlando da ragazzina, sbagliando da ragazzina, senza farmi intrappolare da mille pensieri. Lo prometto.                           
                                                                             




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24 settembre 2007

Parole non dette.

 
Oggi ho voglia di scriverti, per parlarti, per dirti con poche parole ciò che non ho il coraggio, o forse la paura, di svelare, a te e a me.
Ripensare alle tue parole, quelle che ho aspettato per tanto tempo, quelle che non sono arrivate quando sarebbero dovute essere pronunciate, devo ammetterlo, fa un certo effetto.
Se ripenso a quel regalo, a quella “cosa” che mi aspetta in qualche cassetto della tua stanza, in attesa di essere scartata, in attesa di essere il sigillo di una promessa, mi viene voglia di spiccare il volo e coronare quello che fino ad ora credevo fosse uno dei miei sogni.
Ma prendere delle decisioni non è facile e, da sola, mi sono persa fra i meandri dei miei pensieri, ho perso la strada e mi sono ritrovata di fronte ad un dissestato sentiero di campagna: un bivio senza alcuna indicazione.
Forse questa situazione me la sono creata da sola, forse avrei dovuto prendere le decisioni “alla leggera”, spiccarlo davvero quel famoso volo solo per migrare altrove, dove forse il cielo è più bello, il clima più mite, dove forse avrei trovato meravigliosi paesaggi sconfinati su cui poter volare…con te.
Ma la paura di perdermi, la paura di accorgermi che, in fondo, i soliti posti, i soliti luoghi, erano ciò che davvero mi bastava, mi ha frenato.
Per la paura di sbagliare, per la paura di accorgermi di essere andata incontro al niente, mi sono privata di quello che poteva essere la realizzazione di un sogno o la tristezza di un’enorme delusione.
Qualcuno, forse, la chiamerebbe codardia.
Io, invece, dico che a volte, nella stazione della nostra vita, passino dei treni che non sono destinati a tornare.
Chiamarli, invocarli, pentirsi di non esserci salito quando quei treni sarebbero stati disposti a restare fermi per ore, giorni, mesi o anche anni solo in attesa che salisse quell’unico passeggero, dopo, quando è troppo tardi, quando quei treni, quel treno, rassegnato, a malincuore è partito, bè, avere la pretesa che passi di nuovo è inutile ed egoistico.
Forse è sbagliato pensarla così, forse è giusto dare e ricevere una seconda possibilità. E allora forse queste parole sono ancora una volta scritte a matita e un giorno, chissà, basterà uno sguardo perché possano essere cancellate e sostituite finalmente da quelle promesse mai mantenute.
Ma forse allora questo posto, questo abbraccio vero, reale e sincero che mi tiene qui, questo meraviglioso porto che mi sento di chiamare casa, sarà stato spezzato via da una bufera, ma una bufera che non abbia il tuo nome.
A quel punto, sola con me stessa, sarò in grado di prendere le mie decisioni, sarò in grado di nuovo di passare per la tua stazione se mai ce ne sarà ancora una.
Ora sono qui, legata ad una vera promessa che mi fa battere di nuovo il cuore. Ora questa è la mia casa, è qui che ho gettato la mia ancora.
E ti penso, qualche volta, come forse ti penserò per sempre come tutte le persone che hanno significato tanto nella mia vita. E custodisco gelosamente i nostri ricordi come qualcosa di veramente magico che la vita mi ha donato.
Ma forse, per la prima volta, sento che devo avere il coraggio di iniziare a tagliuzzare quel famoso filo che ha resistito alle promesse mai mantenute, agli anni, ai chilometri che da sempre ci hanno diviso. Ti voglio bene. Te ne vorrò sempre. Con immenso affetto ti mando un bacio perché tu lo custodisca in quel cassetto stracolmo di purezza ed ingenuità, in quel cassetto dove custodisci il ricordo di una ragazzina che con assoluta sincerità aveva saputo confessarti il suo amore, il suo primo amore.
Solo il tempo svelerà cosa il destino ha in serbo per noi. Con immenso affetto ti abbraccio.




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22 settembre 2007

VENERDì SERA

 
Quella di ieri è stata una serata piacevole. Dopo tanto tempo ci siamo ritrovati al solito posto delle solite cene, ma è sempre un piacere quando è da tanto che non ti vedi con gli altri e la monotona routine assorbe le giornate di tutti.
E così, grazie allo spirito intraprendente di qualcuno, ci siamo ritrovati attorno al solito tavolo, a parlare di tutto e di niente, davanti ad un bella spaghettata. E dopo aver immortalato pochi attimi con qualche foto, ci siamo ritrovati a giocare “con le freccette” in un bar…e mentre Giuliano non riusciva proprio a prendere la mira, mentre Armando le “accompagnava fino al bersaglio”…e mentre tutti eravamo contagiati da una fragorosa risata, era già arrivata l’ora di tornare a casa…che belle le serate passate così…!!




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11 settembre 2007

In "città"...

 
Oggi sono andata in “città” con la mia “Tom-Tom”!
È stata una mattinata davvero piacevole, iniziata bene (caffé delizioso e un ancora più delizioso cornetto) e trascorsa con quella allegria un po’ demenziale che accompagna le ormai quotidiane figure e figuracce (non c’è “buongiorno” senza la solita dose di “rossore” quotidiano)!
E così, tra un discorso aulico e alquanto “appropriato al contesto” (ragazzi che commentano l’esame di economia, tachicardia, preoccupazione, ansia da prestazione e il fighettino, figlio di papà, comunista di nome più che di fatto che, in quel contesto non trova parole, poverino, meno “terra-terra” di “è-un-esame-logico-deduttivo” con tanto di pronuncia enfatizzata!), tra il clacson che si blocca in pieno centro e strombazza per 3 minuti buoni dietro il semaforo (non sapevo più che fare per sbloccarlo, ho temuto davvero che il tizio davanti a me scendesse e mi picchiasse mentre io gridavo “non l’ho fatta a posta, giuro e spergiuro!”), tra la commessa della profumeria che mi regala la maschera per i capelli dicendo che ho i capelli stressati (che credo siano proprio la punta dell’iceberg tanto sono impregnata di stress!), tra un bollettino postale rifatto 3 volte (l’impiegato deve aver pensato fossi una deficiente accompagnata, anche se ciò non gli impediva di flirtare spudoratamente!) siamo tornate incolumi a ‘casuccia’, ognuna con la sua dose di chiacchiere quotidiane, di preziosi consigli, sfoghi, promesse, confessioni!
Ti voglio bene tesoro!! E pensa che tutte le delusioni della vita non possono far altro che renderti più forte…
“E’ probabile che uno non raggiunga l’alba se non passa per il sentiero della notte” Kahlil Gibran. 

                                         




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8 settembre 2007

...Ama la pioggia...

 Forse ama la pioggia perché è nata a novembre, perché il primo profumo che ha inebriato i suoi sensi è stato quello dell’erba bagnata.
Forse ama la pioggia perché le piace guardare dalla finestra le gocce d’acqua che scivolano piano, mentre con la mano disegna un cuore sul vetro appannato e sospira.
Forse ama la pioggia perché le piace ascoltare il suo fruscio scrosciante accoccolata fra morbide coperte, la sera, quando è pronta per andare a dormire.
E la dolce sensazione di non dover pensare a niente, di perdersi nelle sfumature delle nuvole e rimandare tutto a domani.
Perché domani c’è la dolce promessa di uno sfocato arcobaleno a rischiarare i suoi sorrisi.
Forse è per questo che le piace così tanto.




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6 settembre 2007

...A Luciano...

 

Se n’è andato. Proprio l’alba, quell’alba che doveva essere l’inizio della sua vittoria, oggi, se l’è portato via. «Penso che una vita per la musica sia un'esistenza spesa meravigliosamente ed è questo a cui ho dedicato la mia vita» diceva. Ora a noi, quaggiù, non rimane che assaporare il brivido della sua voce, ancora una volta, sempre. La musica lo renderà eterno, perpetrando una leggenda che l’ha reso celebre molto prima della sua scomparsa.
Ma a noi, che abbiamo avuto la fortuna di godere del suo sorriso, la sua perdita lascerà un segno particolare.
Un abbraccio forte al “Paparotti” di quando ero bambina, che mi faceva gridare a squarciagola “Vincerò”. Con la speranza che quelle leggere note un po’ stonate possano sfiorarti anche ora, ovunque tu sia. 
                                                                       
                                                      



                                                                           




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